23 luglio 2011 Scritto da 0 | Calcio

Brasile ed Argentina. In ginocchio le potenze calcistiche sud-americane

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Brasile ed Argentina. Due nazioni con una passione che le unisce: il calcio. Una passione che, però, da sempre ha creato grande astio tra le due popolazioni.

Al giorno d’oggi c’è anche un altro elemento ad accomunarle, la precoce, ed inaspettata, uscita dalla “Copa America”. Come un fulmine a ciel sereno, distruggendo le convinzioni di migliaia di tifosi che vedevano nella rispettiva nazionale un’armata capace di surclassare chiunque l’avesse sfidata. Invece l’esito del torneo continentale ha emesso un’amara sentenza per entrambe. Ma andiamo per gradi.

La “Seleccion” , nonché paese ospitante della competizione, aveva dalla sua la presenza di un marziano, meglio noto come Lionel Messi, pallone d’oro negli ultimi due anni e stella assoluta del calcio mondiale con le prodezze sue e del suo Barcellona. Qualcosa, però, non è andata come si credeva dato
che si è visto un Messi insolito, solo qualche acuto contro la non irresistibile Costa Rica ma nulla più. Sono sorte anche delle critiche verso “La Pulga” da parte dei suoi connazionali che lo considerano più europeo che argentino, complice il suo approdo in Spagna all’età di 12 anni ed il suo
non cantare l’inno dell’Argentina, e ritenendolo determinante solo con Xavi ed Iniesta a supporto, non due giocatori qualunque. L’uscita ai quarti con l’Uruguay pesa, ed anche molto, dato che l’Argentina non vince questa competizione da 18 anni e sembra testimoniare l’inefficienza di una generazione che, anche se guidata dal giocatore migliore al mondo, racimola solo figuracce come la sconfitta ai mondiali scorsi per mano della Germania.

Per quanto concerne la Seleçao si è tanto parlato di questa nuova generazione di fenomeni che invece si è dimostrata ancora inesperta ed acerba per fare la differenza in un torneo di elevata importanza. L’idea del
C.T. Mano Menezes non è in fin dei conti sbagliata, ovvero far crescere talenti come Neymar, Ganso e Pato al fianco di giocatori più esperti come Robinho, Lucio e Maicon in virtù del prossimo mondiale che il Brasile ospiterà nel 2014. Dovrà lavorare molto per creare una macchina perfetta per il “futbol bailado” tanto amato ed osannato dai brasiliani, ma c’è ancora tempo e se per davvero Neymar e Ganso dovessero raggiungere il vecchio continente, un aiuto, Menezes, lo avrà anche dagli allenatori dei club nei
quali si accaseranno i due fenomeni.

Dovranno reagire queste due nazionali per confermarsi delle potenze a livello mondiale ma per il momento guarderanno da casa la finale della loro coppa continentale.

Quasi dimenticavo, c’è un altro dato che accomuna le due squadre; le due compagini che si sfideranno per la vittoria finale sono le stesse che hanno eliminato Argentina e Brasile, rispettivamente Uruguay e Paraguay. È vero, mai avute tante affinità.

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